– CHIESA DI SAN GIOVANNI IN PARCO –
CAPPELLA di SAN TOMMASO d’AQUINO
Bernardo Correale
e
Lavinia Pignatelli
(1412?) 2
Il composito monumento funebre viene riferito a Bernardo (“Berardino”) Correale ed alla moglie Lavinia Pignatelli come recita l’epigrafe posta a capo dell’opera il 12 marzo 1500.
– Epigrafe del 1500:
DIE XII MARTII ANNO D. MD SCIRE QUAE SIM CUPIS SUM LAVINIA PIGNATELLA BERARDINO CURIALI NUPSI CUI SEXUS UTRIUSQ. RELICTIS SACRI CONIUGII PIGNORIBUS VIX MEDIUM VITAE STADIUM AGENS HUC MORTUA CONDOR NEC SOLA PUTES AMOR NAQ. CONIUGIS MECUM EST ERIT DEINDE POST ULTIMAM SENECTAM SIC ENIM DECREVIT UT QUI VIVI CONIUNCTI FUIMUS MORTU QUOQ. NON SEPAREM
– Scultura. L’opera, nota in loco anche come mausoleo Pignatelli, si compone di frammenti di diverse epoche, dal XIV al XVI secolo. L’arca alla base accoglie i resti di Lavinia, mentre il marito, ritratto in abiti militari, riposa nel sarcofago della sezione superiore.
– Sede e provenienza. La seconda Cappella a sinistra aveva il patronato della famiglia Correale; era dedicata a San Tommaso d’Aquino, in precedenza all’Adorazione dei Magi. All’interno sono custodite anche altre memorie della stessa famiglia, tra cui una lastra terragna del 1482.
– Famiglia Pignatelli. Le prime notizie storiche della famiglia conducono agli inizi del XII secolo, quando tale Lucio Pignatiello compare tra i governatori del Ducato. Il nome potrebbe derivare dal lemma “pignatiello” che nell’idioma napoletano indica la pentola ad un manico: tale strumento veniva anche utilizzato dagli assediati per gettare liquido bollente contro gli assalitori. In effetti, alcuni genealogisti ritengono che un Gisulfo, guerriero di Re Ruggero “Il Normanno”, utilizzò pentole incendiarie contro i nemici in una battaglia navale presso l’isola di Eubea: da ciò il soprannome. A Napoli la famiglia venne iscritta ai Seggi di Capuana e Nido.
Arma: d’oro a tre pignatte di nero, disposte 2 e 1.
– Famiglia Correale. Famiglia Correale, in antico Curiale (-i) è forse originaria della città di Scala, dove compare dal XIII secolo. A Napoli venne iscritta al Seggio di Porto.
Arma: d’argento alla croce di Sant’Andrea azzurra, accantonata da quattro rose rosse.
CORO
Giovanni Sanseverino (m. 1445)
Figlio di Ludovico e Caterina, sposò tra il 1425 ed il 1428 Giovanna (anch’ella della famiglia Sanseverino) ed ebbe come figli Ludovico, Roberto, Barnabò, Galeazzo e Sveva. Fu X Conte di Marsico, Conte di Tursi, Barone di Sanseverino, Signore di Caiazzo, Amendolara, Diana ed altre terre. Dispose la costruzione della Chiesa di San Giovanni in Parco, indicando di essere ivi sepolto, e del monastero.
– Epigrafe:
CUIUS CINERES PROPE CERNIS SALERNI PRINCEPS SANCTI SEVERINI COMES EX SANSEVERINA STIRPE PROGENITUS IOANNIS HIC EST QUI BEATO IOANNI PALATIUM HOC SACRAS AEDES DICAVIT CUM ANNEXA DOMINI CANOR(UM) DOMO QUO IN EVUM VICTURUS CELESTE SIBI FELICIUS COMPARAVIT PALACIUM PATRES CONVENTUS PIO AFFECTU GRATANTER HOC POSUERUNT ANNO DNI MCCCCLXVI
– Scultura. Dell’originario monumento funebre di Giovanni Sanseverino, commissionato dal figlio Roberto nel 1466, si conserva la lastra che risale alla data di fondazione della Chiesa.
– Sede e provenienza. L’epigrafe si trova sulla parete sinistra del coro.
– Famiglia ed arma: v. supra in questa sezione per Tommaso Sanseverino.