MUDIS - MUSEO DIOCESANO
SALA3
In questa sala sono esposti, assieme ad altre opere di pregio, tre lacerti di marmi pavimentali appartenenti a monumenti funebri medievali fortunosamente rinvenuti durante lavori eseguiti nel 1968-69 nell’attuale Cattedrale di Santa Maria Assunta per volere del Vescovo Dino Tomassini e su commissione del Parroco Massimo Lauro. I frammenti si trovavano in origine nell’antica Cattedrale, anch’essa intitolata a Santa Maria Assunta, edificata nel corso del Trecento all’interno del Castello Aragonese. Nel corso degli interventi di ristrutturazione di quest’ultima, avvenuti nel 1722, il Vescovo Giovanni Capecelatro aveva venduto i resti di antiche opere ai marmorari che le utilizzarono per rifare i gradini di accesso all’altare maggiore della Chiesa di Santa Maria della Scala; questa, dopo la distruzione dell’antica Cattedrale sotto le cannonate delle navi inglesi nel 1809, diventò poi la Cattedrale della diocesi di Ischia, e venne appunto dedicata all’Assunta, come la precedente.
I frammenti rinvenuti vennero inizialmente collocati in un deposito annesso alla sagrestia; quindi, con la costituzione del Museo Diocesano nel marzo 1997, furono ivi spostati.
Bornese Taliercio (m. 1380 ca.)

Una piccola parte residua dell’iscrizione fornisce il nominativo del soggetto ritratto, mentre l’esame della figura in armi conduce alla possibile datazione.
– Epigrafe:
(…) EDIFICATA DOTATA PER NOBILEM VIRUM QUONDAM BORNESE TALERCI
– Scultura. Lastra pavimentale.
– Sede e Provenienza. Al pari del fronte del sarcofago di Antonio Taliercio (v. infra), questo frammento dovrebbe provenire dalla Cappella di Santa Caterina nell’antica Cattedrale di Santa Maria Assunta nel Castello Aragonese. Bisogna aggiungere tuttavia che anche nella Chiesa di Santa Maria della Scala la famiglia possedeva una Cappella, dedicata alla Madonna ed a San Nicola da Tolentino.
Cavaliere anonimo (m. 1340 ca.)

Sulla lastra non sono rimaste né iscrizioni né araldica che aiutino nell’identificazione del Cavaliere, pertanto anonimo. In base all’analisi della rappresentazione residua, si può azzardare una datazione dell’opera intorno al 1340.
– Scultura. Lastra pavimentale. I riferimenti più prossimi dal punto di vista dell’iconografia del Cavaliere ritratto, possono essere identificati nei monumenti, tutti con gisant, di Perrotto de Cabannis (Napoli, Santa Chiara), del Cavaliere anonimo (Guglielmo di Capua?) nel Museo di San Lorenzo in Napoli, di Pietro Brancaccio (Napoli, San Domenico).
– Sede e Provenienza. Come illustrato in premessa, anche questa lastra proviene dall’antica Cattedrale di Santa Maria Assunta. Qui vengono ricordate, in particolare, le Cappelle gentilizie appartenenti alle famiglie Cossa, Assante (d’Assanti, Assanti), Calosirto, Bulgaro, Pappacoda, Lanfreschi, Taliercio, De Masellis.
In letteratura è ricordato un Giovanni Assanti, nobile Cavaliere morto nel 1340, il cui monumento funebre era presente nell’antica Cattedrale2; la data obituaria sarebbe compatibile, ma rimaniamo nel campo delle mere ipotesi.
SALA 2
Antonio Taliercio (m. post 1423)

Antonio Taliercio e la sua famiglia si schierarono con il partito filo angioino contro Alfonso d’Aragona già durante l’ultima parte del regno di Giovanna II d’Angiò-Durazzo; quando nell’ottobre 1423 “Il Magnanimo”, sollecitato dai Cossa, sbarcò ad Ischia con 18 galee, i Taliercio, assieme ad altre famiglie, furono condannati ad abbandonare l’isola senza poi potervi più rientrare.
– Epigrafe:
HIC IACET CORPUS NOBILIS VIRI ANTONII TALERCII DICTI IMBRICII ET FILIORUM SUORUM QUI OBIIT ANNO DNI M CCCC … DIE … MENSIS … QUO(RUM) ANIMAE REQUIESCANT IN (PACE) AMEN
– Scultura. La lastra superstite costituisce il fronte di un sarcofago, ovvero quanto rimane di un’opera rimasta incompiuta per la proscrizione della famiglia Taliercio dall’isola: si nota, ad esempio, che sono ancora incompleti giorno, mese ed anno obituario (14…). La datazione del manufatto dovrebbe quindi precedere di poco l’interdetto del 1423, mentre successiva è logicamente la dipartita del soggetto. In realtà, la scultura non fu più impiegata, né sappiamo se il monumento funebre venne completato. Le piccole figure in basso, inginocchiate, rappresentano il committente ed il figlio. L’opera è stata accostata al sarcofago di un monumento funebre custodito al Museo Statale di Mileto (Vibo Valentia)3.
– Sede e Provenienza. La lastra era stata verosimilmente collocata nella Cappella di famiglia (dedicata a Santa Caterina) nell’antica Cattedrale di Santa Maria Assunta all’interno del Castello Aragonese.