CASORIA
TRANSETTO SINISTRO
Giacomo Torello (m. 1281)
Il monumento funebre non è coevo alla morte di Giacomo, ma si può collocare tra il 1370 ed il 1380. Giacomo1 era figlio del condottiero ghibellino di Ferrara Salinguerra II Torelli (1164-1244) e della terza moglie Sofia da Romano; fu chiamato Torello come il nonno paterno, Salinguerra detto “Torello”. A Venezia, dove aveva seguito il padre, ivi esiliato dal Papa, aveva sposto nel 1240 ca. Maria Morosini. Nel 1245 a Verona fu investito da Federico II di Svevia dei beni feudali del padre. Morto l’Imperatore (1250), che era stato deposto dal Papa in seguito al Concilio di Lione, Giacomo aveva perso i beni a lui assegnati; per riottenerli, si unì, a Fano, alle forze papali di Innocenzo IV, che nel 1254 scesero in guerra contro l’Imperatore Corrado IV di Hohenstaufen, figlio e successore di Federico II. Le truppe di Fano erano guidate da Trasimondo di Carignano. L’esercito, nella sua discesa, si accampò a Casoria, dove il Torello rimase e, forse, si risposò; qui ottenne anche alcuni terreni dal Vescovo di Napoli. In breve tempo erano morti, infatti, sia Corrado IV (21 maggio 1254) sia Papa Innocenzo IV (a Napoli il 7 dicembre 1254), le cui truppe erano state sconfitte da Manfredi a Foggia (2 dicembre). Giacomo ebbe tre figli.
– Epigrafe:
QUI GIACE LO NOBILE GIACOMO
TORELLO DA FANO HOMO DE
ARME VENUTO CON INNOCENTIO
IIII P.R. IN QUESTO REGNO CONTRO
RE CORRADO NEL
ANNO MCCLIIII
ET IN QUESTA VILLA PER BELLEZA
DE UNA DONNA MARITATO
LASSANDO TRE FIGLIOLI
QUI MORI’ NEL ANNO
MCCLXXXI
L’iscrizione, su una lastra staccata, autonoma rispetto al gisant, è in volgare italiano, e potrebbe essere stata dettata verso la metà del ‘400.
– Scultura. Gisant di copertura di sarcofago (non più esistente).
– Sede e Provenienza. La famiglia aveva edificato una Cappella (Cappellone del Carmine), che venne poi inglobata nella Chiesa edificata nel Seicento2. Un’altra lastra, del 1688, attesta che l’antico sacello era stato fondato proprio da Giacomo Torello:
D.O.M.
VETUSTISSIMUM SACELLUM DE ME DE MONTE CARMELO
SS.IACOBO, ET ROCCO A NOBILI VIRO IACOBO TAURELLO
A FANO DICATU(M), HOC IN REGNU(M) CUM INNOC. IV R.P.
ADVERSUS REGE(M) CORRADUM A(NNO) M CC LIV APPULSO,
ET IN HAC CASORIAE TERRA CUIUSDA(M) PUELLAE FORMA
CONIUGIO IUNCTO, EX TRUCTUM HICQ. TRIB. SUPERSTITIBUS
NATIS HUMATUS IACET A. DONI M CC LXXXI
MARCUS ANT. TAURELLO MAIORUM SUORUM PIETATEM AUSU
LAUDABILIORI EMULATUS IDEM SACELLUM SIBI HEREDEM
DIXIT SEXIES P. HEBDOMODA SACRA QUATER P. ANNUM
ANIVERSARIA FIERI, IN SINGULIS IPSORUM DECEM CAROLENOS
IN PAUPERES PANE ALENDOS EROGARI; POSTQ. XXVM A
SUAE MORTIS DIE ANNUM TRIB. HONESTIS INOPIB. Q.
VIRGINIB. HUIUS PARECIE S.TI BENEDICTI INCOLIS DOC
DUODECIM DOTIS NOIE SINGULIS QUIBUSQ. PERSOLVI IN
FUTURUM MANDAVIT A. DONI MDCLXXIV
P.D. SIMON DE FUCCIA ET IOSPEH ROCCO AECONOMI
BENEFATTORI MEMORIAM POSTERIS INCITAMENTUM
PP.A DONI MD CLXXXVIII
– Famiglia. La famiglia Torelli era originaria di Ferrara, da dove si diramò in diverse altre città (tra cui Fano e Bologna). Le prime notizie si riferiscono a Pietro detto “Torello” (possibile capostipite), vissuto a Ferrara a cavallo tra i secoli XI e XII.
Una famiglia Torello giunse poi a Napoli con i fratelli Francesco e Marco Antonio, al servizio di Alfonso d’Aragona nel 1460. A Casoria, inoltre, si ha notizia dell’esistenza di una famiglia Torello prima della venuta di Giacomo: un Martinus Torello de villa Casoria aveva infatti ottenuto un fondo da Federico II. Il d’Engenio3 riporta di una sepoltura in San Lorenzo a Napoli di tale Nicolaus de la Torella (m. 7 agosto 1342), mentre al Duomo, nel cenotafio di Giambattista Capece Minutolo (m. 1586), è citata la madre Beatrice Torella.