CASERTA VECCHIA

TRANSETTO SINISTRO

Francesco De La Rath (m. 23 aprile 1359)

Francesco I De La Rath nacque nel giugno 1318, figlio di seconde nozze di Diego (m. 1328), capostipite della famiglia in Italia, e Odolina di Chiaromonte; ebbe due sorelle maggiori Caterina e Agnese (nate dal primo matrimonio), quindi Violante, Simone e Isabella; i genitori morirono entrambi nel 1328. Famoso come valente uomo d’arme (al pari del padre), fu Conte di Caserta dal 1328 alla morte, Conte di Montorio, Gran Connestabile e Ciambellano di Re Roberto d’Angiò. Sposò Beatrice del Balzo (m. 1 marzo 1336) e, dopo la morte di questa, si maritò, nello stesso anno, con Caterina d’Alneto, divenendo anche Conte di Alessano. Dalle seconde nozze nacquero Luigi Antonio (m. 1382), Isabella (“Novella”) e Luigi. Ristrutturò il Castello di Caserta Vecchia dove dimorò 1.

– Epigrafe:

FRANCISCUS DE LA RATH Q(UONDAM) CASERTE COMES GENEROSUS IANICA MENTE FREMENS GAUDENS UBIQUE TRIUMPHIS
IGNAVIAM STERNENS SUCCUMBERE NESCIUS HOSTI BELLI LUPARE VICTOR CUM CESARE CERTANS
POSITUS HOC TUMULO  VERBI DIVI REQUIEVIT ANNO M TER C L X MINUS UNO
LUCE SUB APRILIS X BIS SIMUL ET TRIA IUNGIS QUEM D(EU)S ARCE SUA BEET OMNI DOTE FECUNDANS

– Scultura. Monumento funebre a parete in marmo bianco con baldacchino, eseguito, forse, dalla scuola di Tino da Camaino, oppure dal cd. Maestro Durazzesco2. Secondo altri, il monumento sarebbe stato composto da più mani; esso presenta indubbie affinità con la tomba di Ludovico d’Artois in Sant’Agata dei Goti, tanto da far propendere per un comune autore3. L’opera è stata restaurata di recente.

– Sede e provenienza. In origine, il sepolcro si trovava probabilmente nella navata sinistra del Duomo. Difficile comunque che la posizione iniziale coincidesse con l’attuale: durante lavori di ristrutturazione, dietro il monumento furono rinvenute tracce di una porta murata, ed inoltre un pinnacolo copre la finestra retrostante.

– Famiglia. Di origine catalana, della città di Barcellona, arrivò nel Regno proprio con Diego (n. 1285? – m. 1328): questi scese dapprima, nel 1300, in qualità di scudiero di Re Giacomo II, quindi tornò al seguito della Regina Violante d’Aragona (1273-1302), figlia di Pietro III (Re di Aragona e di Sicilia), prima moglie di Re Roberto d’Angiò; il matrimonio tra Roberto e Violante venne celebrato a Roma il 23 marzo 1297. Diego De La Rath (o De Larath) fu I Conte di Caserta (dal 1317) e Gran Camerlengo (1310), Maresciallo angioino in Firenze (1306), Vicario angioino in Romagna (1314), Vicario Regio in Firenze (1317), Capitano generale “ad guerram” in Toscana (1317). Il Boccaccio ne fa anche il protagonista di una novella del Decamerone. In prime nozze aveva sposato Domicella, dama di corte di Sancha di Maiorca, alla cui morte prese in moglie, nel febbraio 1315, Odolina di Chiaromonte. Il Cognome (in origine anche Rath, Larhat, Rhata, de la Rapta, de la Racta) venne italianizzato in Della Ratta. Per la fedeltà alla casa d’Angiò, ai Della Ratta fu permesso di inserire i gigli angioini nel loro stemma. A Napoli faceva parte della nobiltà fuori Seggio.

Arma: d’argento al leone di rosso, coronato all’antica dello stesso, tenente nella destra un crescente montante d’azzurro, e il lambello a tre pendenti del medesimo seminato di gigli d’oro, attraversante sul tutto.


NOTE

1 Sulla vita di Francesco De La Rath si vedano, in particolare: Berardo Filangieri di Candida Gonzaga “Memorie della famiglie nobili delle province meridionali d’Italia” (Stab. Tipog. Del Cav. G. de Angelis e figlio, Napoli, 1875. Vol. II), nonché la monografia di Chiara Della Valle “Tra storia e letteratura: i Conti Della Ratta e Boccaccio” (2013).

2 Per questa seconda ipotesi cfr. Rosa Romano “La bottega durazzesca e la scultura napoletana nei decenni centrali del XIV secolo” (tratto da “Arte cristiana”, anno XCI, gennaio-febbraio 2003. Scuola Beato Angelico Ed., Milano).

3 Vedi in merito Eleonora Chinappi: “I monumenti funebri di Francesco della Rath e di Giacomo Martono nella cattedrale di Caserta Vecchia. Studi in onore di Mario D’Onofrio”. (Tratto da “Il potere dell’arte nel medioevo”, Campisano Ed., Roma 2014).

NOTE 1 Sulla vita di Francesco De La Rath si vedano, in particolare: Berardo Filangieri di Candida Gonzaga “Memorie della famiglie nobili delle province meridionali d’Italia” (Stab. Tipog. Del Cav. G. de Angelis e figlio, Napoli, 1875. Vol. II), nonché la monografia di Chiara Della Valle “Tra storia e letteratura: i Conti Della Ratta e […]