PRESBITERIO

Mariella Minutolo (m. 3 novembre 1430)

Mariella sposò lo spagnolo Egidio Sasirera, che fu poi Vicerè di Re Alfonso d’Aragona. Morì a Napoli prima dell’incarico del marito nel 1430.

– Epigrafe:

HIC IACET CORPUS DNAE MARIELLAE MUNUTUALAE UXORIS MAGNIFICI DNI EGIDII SASIRERAE VICE REGIS SERENISSIMI DNI DNI ALFONSI DEI GRATIA ARAGONUM ET SICILIAE REGIS ET IN REGNO NEAPOLI QUAE OBIIT DIE III ME(N)SIS NOVEMBRIS ANNO DNI M CCCC XXX RIP

– Scultura. Fronte di sarcofago (non più esistente). L’opera, commissionata dal marito di Mariella, venne eseguita subito dopo la scomparsa di quest’ultima, forse da Antonio Baboccio da Piperno (ed aiuti); andò parzialmente distrutta nel tempo, sicché nel 1632 il Cavaliere Ettore Minutolo, nel ricordo di un’antenata della sua stirpe, provvide a restaurare quanto rimaneva dell’originario sepolcro, come indica una seconda epigrafe posta nel basamento del pannello1:

SEPULCRUM ILL. MARIELLAE MINUTOLAE AB EGIDIO SASIRERA EIUS VIRO ALFONSI ARAG. REG. IN HOC REGNO VICARIO MARMOREIS ORNAMENTIS ERECTUM AN. 1430 DEINDE HUMI DEIECTUM EFFIGIE SOLUM RELICTA HECTOR MINUTULUS NEAP. EQUES REST. CUR(AVIT) ANNO DOMINI MDCXXXII

– Sede e provenienza. In origine, la scultura si trovava dietro l’altare maggiore2 della Cappella Palatina, dedicata a Santa Barbara; di qui venne rimossa (e in buona parte dispersa) in occasione del rifacimento di pavimentazione e tribuna. Fu poi Ettore Minutolo a provvedere alla sistemazione attuale della lastra rimanente, che si trova murata sul lato destro del presbiterio, dove la vide anche il Sersale nel 1745 3.

– Famiglia. La famiglia Capece, di cui si hanno notizie fin dai tempi del Ducato, diede origine a diversi rami, aggiungendo al proprio un altro cognome (Aprano, Bozzuto, Galeota, Latro, Minutolo, Piscicelli, Tomacelli, Zurlo). I Capece Minutolo erano isritti al Seggio di Capuana e poi di Nilo. Nella splendida Cappella di famiglia, posta nel transetto destro del Duomo di Napoli, Boccaccio volle ambientare quella che è forse la più celebre novella del Decamerone, “Andreuccio da Perugia” (V novella della II giornata; narratrice Fiammetta).

Arma: di rosso, al leone di vaio, armato d’oro, con la testa e la coda dello stesso.
Cimiero: una testa e collo di cavallo inalberato di nero.


NOTE

1 In argomento si veda il recente saggio di Elisabetta Scirocco: “Riscrivere sulla tomba. Il ruolo dell’epigrafia nel riuso sepolcrale a Napoli” (tratto dal libro “Writings on tombs in medieval and early modern times” a cura di Vinni Lucherini, Tanja Michalsky e Diego Carnevale. Viella Ed., Roma, 2023).

2 Così Cesare d’Engenio Caracciolo: “Napoli Sacra” (Ottavio Beltrano Ed., Napoli, 1623).

3 Vedi Benedetto Sersale: “Discorso istorico della cappella de’ signori Minutoli dentro il Duomo napoletano” (I edizione; G. Paci Ed., Napoli, 1745).

NOTE 1 In argomento si veda il recente saggio di Elisabetta Scirocco: “Riscrivere sulla tomba. Il ruolo dell’epigrafia nel riuso sepolcrale a Napoli” (tratto dal libro “Writings on tombs in medieval and early modern times” a cura di Vinni Lucherini, Tanja Michalsky e Diego Carnevale. Viella Ed., Roma, 2023). 2 Così Cesare d’Engenio Caracciolo: “Napoli […]