Cappella a destra del presbiterio

 

Pietro Brancaccio (m. 2 settembre 1483)

Ultimo dei sette figli di Francesco II (detto “Fusco”) e Teodora Caracciolo, Pietro Brancaccio fu Patrizio napoletano, milite (forse) della guardia regia di Re Alfonso “Il Magnanimo”, Cavaliere e “familiare” di Alfonso Duca di Calabria. Morì durante la cd. Guerra di Ferrara in seguito alle ferite riportate la sera 30 agosto 1483 nell’assedio di Montichiari per un colpo di colubrina1. Sposò Ilaria de Joinville (m. aprile 1529), figlia di Gian Nicola de Joinville: la coppia ebbe due figlie, Geronima e Rebecca. Da notare che la sorella maggiore di Ilaria, Violante (m. 1490 ca.), aveva sposato il fratello maggiore di Pietro, Marino.

Epigrafe:

AN.D. MCCCCLXXXIII
PETRO BRANCATIO FUSCI FILIO HIC BELLO FERRARIENSI SUSCEPTA ADVERSUM VENETOS EXPEDITIONE ALFONSUM DUCEM CALABRIAE CUIUS CONTUBERNALIS ERAT SECUTUS AGRO BRIXIENSI TOTO FERME CAPTO DUM ARX MONTISCLARI OPPUGNATUR COLUBRINAE ICTU INTERIIT CORPUS NEAPOLIM FRATRIS OPERA RELATUM ET HIC SITUM EST. MARINUS BRANCATIUS QUI EO IN BELLO CUM PRIMIS PRAEFUIT FRATRI OBTEMPERATISSIMO SUAQUE FAMILIA ET PATRIA DIGNIS MORIBUS PRAEDITO, AC BENEMERENTI FACIUNDUM CURAVIT.

– Scultura. Il sepolcro, commissionato dal fratello maggiore Marino (m. 1497), venne eseguito da Jacopo della Pila e dovette ricevere un certo apprezzamento se nel 1494 Nicola II d’Alagno commissionò allo scultore un monumento funebre (ora conservato nel Museo Filangieri, v. ultra) che doveva ricalcare proprio quello di Pietro Brancaccio. Nel 1617 un discendente della stirpe, Ottavio Brancaccio, fece introdurre nello spazio del monumento superiore al gisant una lastra che ricorda altri quattro componente della famiglia che si distinsero nelle armi fin dai tempi ducali2.

– Sede e provenienza. Dopo la sua morte, il corpo del defunto venne trasportato dal fratello nella Chiesa di Sant’Angelo a Nilo che era un po’ il pantheon di famiglia. L’opera si trova nella Cappella a destra del presbiterio, addossata alla parete in posizione rialzata, a sinistra del famoso monumento funebre del Cardinale Rainaldo Brancaccio, eseguito da Donatello e Michelozzo.

– Famiglia. I Brancaccio costituiscono una delle più antiche e numerose famiglie della nobiltà partenopea: hanno dato vita a 32 rami, spesso distinti con predicati cognominali. Il primo personaggio noto della famiglia fu Gregorius Brancatius, comandante di una delle navi della flotta di Sorrento che nel IX secolo sconfisse i Saraceni presso Ischia. Pietro apparteneva ai Brancaccio del Vescovo, che godettero di nobiltà nel Seggio di Nido ed i cui componenti erano insigiti dell’Ordine cavalleresco della Nave. Altri membri della schiatta avevano il patronato di una Cappella in San Domenico.

Arma (ramo Brancaccio del Vescovo): d’azzurro a quattro branche di leone d’oro, divise da un palo d’argento caricato di merli rossi.


NOTE

1 Per le vicende relative alla figura ed alla morte di Pietro Brancaccio si veda l’articolo di Bruno Figliuolo “La fulgida morte al servizio del Re del nobile napoletano Pietro Brancaccio (1483)”; tratto da “Colligere fragmenta. Studi in onore di marcello Rotili”. AA.VV. A cura del Centro studi longobardi e della Fondazione centro italiano di studi sull’alto medioevo, Milano-Spoleto, 2019.

2 Questa l’epigrafe:

DOM SACHACIO ALEXANDRO THOMAE ANTONELLO BRANCACIIS QUORUM PRIMUS BASILIO ET COSTANTINO CAESARIBUS DUX EXERCITUS CONSILIO MANUQUE STRENUUS ALTER IOANNA I TERTIUS LUDOVICO 2 POSTREMUS RENATO REGE DIFFICILLIMIS ARMORUM TEMPORIBUS SICILIA MARESCIALLI NE EXTINCTO DIU CINERE NOMEN QUOD PRECLARA VIRTUS HUCUSQUE SERVAVERAT LABENTE AVO INTERCIDERET OCTAVIUS BRANCACIUS GENTILE SUOS MONUMENTO HOC POSTERITATI COMENDAVIT CICICCXVII

NOTE 1 Per le vicende relative alla figura ed alla morte di Pietro Brancaccio si veda l’articolo di Bruno Figliuolo “La fulgida morte al servizio del Re del nobile napoletano Pietro Brancaccio (1483)”; tratto da “Colligere fragmenta. Studi in onore di marcello Rotili”. AA.VV. A cura del Centro studi longobardi e della Fondazione centro italiano […]