CAPUA
duomo di santa maria assunta
La Cattedrale di Capua era in origine dedicata ai Santi Stefano e Agata.

I CAPPELLA a destra
Addossato alla parete destra:
Giulio Cesare di Capua (m. 9 gennaio 1416)
Giulio Cesare di Capua (post 1355-9 gennaio 1416 o 16 ottobre 1415) era figlio cadetto di Bartolomeo, che aveva sposato in seconde nozze Andreina Acciaiuoli, anche lei vedova, sorella del Gran Siniscalco Niccolò Acciaiuoli1. Uomo d’arme, dopo aver osteggiato Carlo III di Durazzo, si avvicinò alla Regina Margherita spinto del fratello maggiore Luigi. Fu Siniscalco e Maresciallo con Re Ladislao, al cui fianco partecipò a diverse imprese; entrò due volte a Roma (1408 e 1413), fu nominato Governatore in Vaticano e conquistò Castel Sant’Angelo. Dopo la morte di Re Ladislao occupò Capua ma venne poi sconfitto nel 1415 da Muzio Attendolo Sforza. Tornò così all’obbedienza verso Giovanna II di Durazzo, ma favorì subito il secondo marito di lei, Giacomo II di Borbone (1370-1438), Conte di La Marche, che la Regina aveva sposato a Napoli il 10.08.1415; si mise al servizio del Borbone, lo spinse forse a far decapitare (primo ottobre 1415) il favorito della Regina Pandolfo Piscopo detto “Alopo”, ma poi, quando il Re consorte gli preferì i francesi nell’attribuzione delle cariche, divenne promotore di una congiura per eliminarlo e riaffidare il potere alla Regina Giovanna II; rivelò il piano a quest’ultima, la quale però, forse per vendicarsi dell’esecuzione di Pandolfo Piscopo, svelò la trama al marito: arrestato, Giulio Cesare venne giustiziato in Piazza Mercato il 9 gennaio 1416 (oppure, secondo altri cronisti, il 16 ottobre 1415). Aveva sposato Peppa d’Aquino, senza aver prole; un figlio naturale, Gurono, venne affidato al fratello minore Fabrizio, Capitano di ventura.
– Scultura. Il monumento funebre reimpiega un’arca romana del IV secolo; il gisant non è coevo all’epoca della morte di Giulio Cesare di Capua, ma ritrae un Cavaliere di epoca di almeno mezzo secolo precedente. Forse per questo, il sepolcro viene da taluni attribuito a Luigi di Capua (m. 1397)2.
Addossato alla parete sinistra:
Matteo di Capua (m. agosto 1481)

Matteo di Capua (detto anche Matteo d’Altavilla o Matteo Campano)3 era figlio cadetto di Fabrizio (fratello minore di Giulio Cesare) e di Covella Gesualdo; nato nel 1425, fu principe di Conca, Duca di Atri e Teramo, Conte di Giulianova e Palena (1467), Signore di Campolattaro, Gessopalena, Lama dei Peligni, Lettopalena, Montenerodomo e Pizzoferrato, Viceré degli Abruzzi, Cavaliere dell’Ordine dell’Ermellino. Allievo del noto condottiero Jacopo Caldora, fu Capitano di ventura come il padre e lo zio; combatté anche per Venezia (1446-1453) prima di associarsi ad un altro Capitano di ventura, Jacopo Piccinino (1454), che successivamente fronteggerà passando al servizio del sovrano partenopeo Ferrante d’Aragona; morì nell’agosto 1481 combattendo contro i turchi nella battaglia di Otranto. Sposò dapprima, mentre era in Lombardia, Caterina di Crema che gli diede due figli, Berardo e Lucrezia; si risposò quindi con Raimondella del Balzo, da cui ebbe altri due figli, Bartolomeo e Giulio Cesare..
– Epigrafe4:
HOC TUA MATHEU CLAUDUNTUR NUNC OSSA SEPULCRO TE COMITEM FLEBIT TERRA PALENA SUUM.
CUI NOMEN DIVUS CAESAR TRIBUITQ. PERENNE CAMPANUM DUCEM RURA NEMUSQ. SONANT 14X1
– Sede e provenienza. In origine, la famiglia di Capua aveva il patronato della 4^ Cappella, dedicata a Sant’Andrea e San Biagio, poi ceduta ad un ramo collaterale della stirpe. Qui Monsignor Giuseppe di Capua nel 1724 raccolse tutti i monumenti di famiglia, come ricordava un’epigrafe5: IN HOC VETUSTISSIMO FAMILIAE DE CAPUA SACELLO NOVA IN TEMPLI INSTAURATIONE MAGNIFICENTIUS ERECTO IOSEPHUS DE CAPUA DECANUS UT MAIORUM CINERIBUS IN UNUM COLLECTIS ET IPSE, ET POSTERI FUNERIS HAEREDES, AC MEMORES PARENTARENT SEPULCHRUM HOC VIVENS POSUIT ANNO MDCCXXIV
I due monumenti funebri si trovavano collocati in maniera speculare alla odierna sistemazione: addossato alla parete destra quello di Giulio Cesare, alla sinistra quello di Matteo.
– Famiglia. La famiglia di Capua (o de Capua, o da Capua) si chiamava, in antico, Archiepiscopis; mutò il nome prendendo quello del feudo, secondo la consuetudine longobarda; il primo componente noto fu Adimaro, abate in Roma di San Lorenzo fuori le mura, nominato Cardinale da Papa Alessandro II intorno al 1070. A Napoli la famiglia era iscritta ai Seggi di Capuana, Nido, Portanova e Montagna. Nella Basilica partenopea di San Lorenzo Maggiore erano sepolti in una Cappella di famiglia il Miles Giovanni di Capua (m. 12 dicembre 1323) e Guglielmo di Capua (m. 4 ottobre 1336).
Arma: d’oro alla banda di nero, caricata da una cotissa d’argento.
Motto: negligit ima.
LAPIDARIUM del MUSEO DIOCESANO
Cavaliere anonimo (m. 1325 ca.)

– Scultura. Resta la testa di un gisant con il cuscino su cui è poggiata. L’opera, di pregevole fattura, ritrae un Cavaliere in armi e potrebbe datarsi, sulla scorta dell’analisi artistica e dell’armamento indossato, agli anni Venti/Trenta del Trecento.
– Sede e provenienza. Il reperto, oggi custodito nel lapidarium del Museo Diocesano (ovvero nella cripta di Santo Stefano, sottostante alla ex Cappella del Ss. Corpo di Cristo nel Duomo), doveva trovarsi nella Cattedrale, ma non è escluso possa provenire da altra Chiesa capuana: il Museo è stato difatti costruito ed ampliato per ospitare materiali provenienti dalle Cappelle della Cattedrale, distrutte in seguito ai bombardamenti del 9 settembre 1943, ed, insieme, di altre strutture cittadine chiuse dopo il terremoto del 1980.