In antico, nella Chiesa vecchia, come ricorda il d’Engenio, vi erano i monumenti funebri di Francesco Loffredo (m. 1325?), Gualtiero Caracciolo Viola (m. 21 novembre 1321) e Nicola Baraballo (m. 12 maggio 1348), trasportati alla Certosa di San Martino, dove oggi sono esposti nei Sotterranei gotici (v. apposita sezione).
NAVATA
Accanto alla parete sinistra vi è il monumento funebre di
Maria d’Ungheria (m. 25 marzo 1323)
Maria Arpad (1257ca.-Napoli, 25.03.1323) era figlia di Stefano V (1239-1272), Re d’Ungheria (1270). Sposò il 6 agosto 1270 a Napoli Carlo II d’Angiò, futuro Re di Napoli; prima del matrimonio, era di religione pagana. I due ebbero ben 14 figli, 11 dei quali sono ritratti nel monumento funebre della Regina, tra cui il primogenito Carlo Martello, precocemente scomparso (nel 1295), Roberto, che nel 1309 divenne Re di Napoli, Ludovico (m. 1298), che nel 1317 venne canonizzato come San Ludovico di Tolosa, tre figlie che divennero mogli di Re (Eleonora, Bianca e Maria), Filippo (m. 1332), capostipite del ramo Angiò-Taranto, Giovanni (m. 1336), capostipite del ramo Angiò-Durazzo. Quando il 10 luglio 1290 morì assassinato il Re di Ungheria Ladislao V, in assenza di eredi diretti, Maria, sua sorella maggiore, rivendicò il trono magiaro a beneficio del figlio maggiore, Carlo Martello, che era anche erede di quello di Napoli; quest’ultimo però morì di peste il 19 agosto 1295, senza aver preso possesso del Regno d’Ungheria; trasmise il titolo al figlio Carlo (Caroberto o Carlo Roberto nella storiografia partenopea), che dal febbraio 1296 era stato affidato alla nonna: questi, sostenuto dal Papa, divenne poi effettivamente Re d’Ungheria nel 1307.
– Epigrafe:
HIC REQUIESCIT SANCTAE MEMORIAE EXCELLENTISSIMA DOMINA DOMINA MARIA DEI GRATIA HIERUSALEM SICILIAE UNGHERIAEQ. REGINA MAGNIFICI PRINCIPIS QUONDAM STEPHANI DEI GRATIA REGIS UNGARIAE AC RELICTA CLARAE MEMORIAE INCLITI PRINCIPIS DOMINI CAROLI SECUNDI ET MATER SERENISSIMI PRINCIPIS ET DOMINI ROBERTI EADEM GRATIA DEI DICTORUM REGNORUM HIERUSALEM SICILIAE REGUM ILLUSTRIUM QUAE OBIIT ANNO DOMINI M CCC XXIII INDICT. VI DIE XXV MENS MARTII CUIUS ANIMA REQUIESCAT IN PACE AMEN
– Scultura. La splendida tomba a baldacchino venne eseguita da Tino da Camaino nel 1325 nella Chiesa fatta erigere proprio dalla Regina Maria tra il 1298 ed il 1307, dopo che la precedente era stata distrutta da un terremoto.
– Sede e provenienza. L’opera si trovava in origine nell’abside della Chiesa. Nel 1727 la badessa Eleonora Gonzaga fece trasportare il monumento funebre nel locale attiguo alla tribuna della Chiesa Nuova di Donnaregina, nel comunichino delle monache, dove venne posto su un alto basamento. Fu infine collocato nell’attuale posizione nel 1934, durante i lavori di restauro dell’abside diretti da Gino Chierici.
– Famiglia. Con Ladislao V (e Maria) si estinse la linea diretta dei Re ungheresi della famiglia Arpad. Il nome deriva da Arpad, eletto nell’895 capo delle sette tribù magiare; il primo vero Re del Paese fu poi Stefano I Arpad (969-1038), incoronato il giorno di Natale dell’anno 1000 con la Sacra Corona, che divenne il simbolo stesso del Regno. La famiglia annovera un notevole numero di Santi: Santo Stefano, il Re di cui si è appena parlato, quindi il figlio Emerico, Re Ladislao (1040-1095), Santa Elisabetta di Turingia (1207-1231), Santa Margherita (1242-1270).
Arma: Maria Arpad fu la prima ad unire gli stemmi della dinastia ungherese e di quella angioino-napoletana; in Santa Maria Donnaregina si vedono rappresentati lo stemma fasciato (d’argento e rosso) e quello gigliato sia presi singolarmente sia anche unificati.
CAPPELLA Loffredo
Maria Loffredo (m. 10 agosto 1373)

Nella Cappella Loffredo è rimasta la lastra terragna di Maria Loffredo1, figlia di Filippo e Caterina Caracciolo.
– Epigrafe2:
(HIC IACET MARIA) FILIA NOBILIS VIRI PHILIPPI DE LOFFRIDO ET DNAE CATHERINAE CARACZOLAE QUAE OBIIT ANNO DNI M CCC LXXIII DIE X MENSIS AUGUSTI (II INDICT.)
– Scultura. Lastra pavimentale.
– Sede e provenienza. L’opera viene da sempre ricordata nella Cappella della famiglia Loffredo.
– Famiglia. Di probabile origine normanna (longobarda secondo altri), discenderebbe da Loffredo (o Goffredo), figlio del Re Horik di Danimarca; il figlio di Loffredo, Ugone, venne in Puglia intorno all’anno Mille. A Napoli la famiglia venne aggregata al Seggio di Capuana e poi anche di Portanova.
Nel comunichino tra la Chiesa Nuova e la Vecchia vi sono i monumenti funebri di Giovan Battista Loffredo (m. 1543), dei suoi figli Cesare (m. 1570) e Carlo (m. 1580), più altre due lastre tombali (databili all’ottavo/nono decennio del ‘500), opere tutte provenienti dalla Chiesa di Santa Maria Donnaregina Vecchia.
Arma: di vaio pieno d’argento e d’ azzurro.