…e le LORO VICENDE

Titoli di Re Carlo I:

Re di Sicilia, poi Re di Napoli (dopo i Vespri, 1282), per investitura papale (1266) e diritto di armi: vittorie sugli Hoenstaufen a Benevento nel 1266 ed a Tagliacozzo nel 1268.

Conte di Provenza e Forcalquier per il matrimonio, caldeggiato da Papa Innocenzo IV, con Beatrice I di Provenza, figlia di Raimondo Berengario IV, Conte di Provenza e Forcalquier: alla morte di questi (1245), Beatrice ne aveva ereditato i titoli; sposato il 31 gennaio 1246 ad Aix en Provence Carlo d’Angiò, li portò in dote a quest’ultimo.

Conte di Angiò e del Maine. Il Re di Francia Luigi VIII detto “Il Leone” aveva destinato per testamento le due Contee al figlio più piccolo Carlo, che le avrebbe avute al 20° anno; infatti, nel 1247 ne ricevette l’investitura dal fratello maggiore, il Re di Francia Luigi IX “Il Santo”: ha così inizio il ramo degli Angiò, cadetto dei Capetingi (Capetingi-Angiò).

Re di Albania: Carlo I nel 1271 occupò Valona e Durazzo e nel febbraio 1272 l’intera Albania di cui si autoproclamò Re; tuttavia, dopo la sconfitta delle truppe angioine a Berat (1281) da parte dei bizantini (che consideravano l’Epiro, di cui faceva parte l’Albania, uno Stato vassallo), ai francesi restò solo una fascia costiera con le città di Butrinto e Durazzo.

Principe di Acaia (e titolo di Imperatore di Costantinopoli). Il Principato di Acaia (o di Morea) trae origine dalla IV Crociata. Col Trattato di Viterbo (27 maggio 1267) Baldovino II di Costantinopoli (1217-1273), ultimo Imperatore latino di Costantinopoli prima della riconquista bizantina, si accordò con Carlo I affinché, dietro la promessa della Grecia, questi armasse un esercito per aiutarlo a riconquistare Costantinopoli; aderì anche Guglielmo II di Villehaurdouin, Principe di Acaia, che si mise sotto la protezione dell’angioino e diede in sposa la propria figlia Isabella (detta “La Signora di Morea”) a Filippo d’Angiò (1256-1277), figlio cadetto di Carlo I, al quale sarebbe passato il titolo (matrimonio celebrato il 28 maggio 1271 a Trani); scomparso però quest’ultimo, Guglielmo stabilì per testamento che, alla sua morte, il Principato sarebbe passato a Carlo I, come avvenne nel 1278.

In realtà il Trattato di Viterbo non fu messo in pratica perché Carlo I, preso da altre vicissitudini (la guerra del Vespro in primis), non partì per Costantinopoli e Baldovino non riconquistò l’Impero, ma visse col figlio Filippo di Courtenay (1243-1283) alla corte angioina di Napoli dove infine morì; Filippo sposò la figlia di Carlo I Beatrice nell’ottobre 1273 a Foggia: la loro unica figlia Caterina sposò Carlo III di Valois – seconde nozze – e i due ebbero come prima figlia, Caterina II di Valois-Courtenay, Imperatrice titolare di Costantinopoli, che andò in moglie a Filippo Principe di Taranto, figlio di Carlo II d’Angiò. Il titolo di Imperatore di Costantinopoli passò poi a Roberto di Taranto, figlio maggiore di Filippo di Taranto e Caterina II di Courtenay, ed alla sua morte, nel 1364 al fratello minore Filippo II di Taranto, marito di Maria di Calabria (sorella di Giovanna I); questi morì (1374) senza discendenti. Il titolo passò dunque alla sorella minore Margherita (1325 ca.-1380), sposa, in seconde nozze, di Francesco Del Balzo, e poi al loro figlio Iacopo (o Giacomo, 1354 ca. -1383): questi, marito di Agnese di Durazzo (sorella maggiore della Regina Margherita), fu l’ultimo a portare il titolo, perché, fedele alla Regina Giovanna I durante lo scontro con Carlo III di Durazzo, nominò suo erede universale Luigi I di Valois-Angiò, adottato dalla Regina; ma né quest’ultimo, né i suoi discendenti utilizzeranno più il titolo.

Va detto che Isabella di Villehaurdouin si risposò due volte, il 16 settembre 1289 con Florent d’Avesnes (1255–1297), Conte di Hainaut, quindi il 12 febbraio 1301 con Filippo di Savoia (1278-1334): il 23 febbraio 1301 Carlo II (forse su interessamento di Papa Bonifacio VIII) investì Filippo di Savoia del Principato di Acaia a nome del figlio Filippo, Principe di Taranto, cui lo aveva in precedenza conferito (1294). Tuttavia, nel 1306 Filippo di Savoia e Isabella di Villehardouin, furono convocati a Napoli da Carlo II, il quale, accusando Filippo di non averlo aiutato nella campagna contro l’Epiro ed Isabella di non aver chiesto per risposarsi, il suo assenso, ovvero il permesso del Re, di cui era vassalla, privò i due del loro dominio ed il 5 maggio 1306 conferì di nuovo il Principato di Acaia al figlio Filippo di Taranto. In realtà furono usati pretesti, perché Filippo di Savoia, Signore del Piemonte, teneva in quelle terre una politica ostile alla confinante Provenza di proprietà Angioina. Isabella morendo lasciò tuttavia i suoi diritti alla figlia Matilde di Hainaut, che sposò Giovanni di Gravina: quando il matrimonio fu annullato, essendosi Matilde risposata senza il consenso del Re di Napoli, Re Roberto confiscò i suoi beni conferendoli a Giovanni, che scambiò poi i diritti sull’Acaia con Roberto di Taranto.

Re di Gerusalemme. Il Regno di Gerusalemme era uno Stato fondato nel 1099 in seguito alla prima Crociata. Carlo I acquistò il titolo (passato intanto alla Casa dei Lusignano) nel 1277 da Maria Principessa di Antiochia (1237-1274), pretendente ai relativi diritti.

Principe di Taranto. Feudo dipendente dalla Corona nel Regno di Sicilia, ma concesso ad importanti feudatari o ai mariti delle Regine di Napoli.

 

            Titoli di Re Carlo II, quale erede del padre Carlo I:

 

Re di Napoli.

Titolo che, alla sua morte, passò al figlio Roberto.

Conte di Provenza e Forcalquier.

Il titolo fu tenuto dal figlio di Carlo II Raimondo Berengario, alla cui morte tornò alla corona (Re Carlo II, Re Roberto, Giovanna I). Quindi, dopo l’adozione di Luigi I di Valois-Angiò da parte di Giovanna I (1380, ma Luigi riuscì a farsi riconoscere tale nel 1382), la contea passò a quest’ultima dinastia, che la resse mentre Carlo III conquistava il Regno di Napoli, dal quale si distaccava di fatto dopo cinque anni di lotte tra i contendenti (Ladislao e Giovanna II, figli di Carlo III, continuarono però ad utilizzare il relativo titolo). Renato, che era stato Re di Napoli, morì il 10 luglio 1480 senza eredi diretti (il figlio Giovanni, da lui nominato Duca di Calabria, gli era premorto il 16 dicembre 1470); nel testamento che aveva redatto il 22 luglio 1474 aveva lasciato Provenza ed Anjou al nipote Carlo (1436-1481), Conte del Maine, figlio del fratello minore Carlo IV d’ Angiò. Le Contee passarono, infine, con la morte di Carlo di Maine l’11 dicembre 1481 alla corona di Francia con l’estinzione della dinastia Valois-Angiò: Carlo di Maine aveva fatto testamento a favore del Re di Francia il giorno prima di morire, poi nell’agosto 1486 ad Aix-en-Provence gli Stati provenzali votarono l’unione con la Francia.

Conte di Angiò e del Maine.

Il Re donò questi titoli alla figlia Margherita d’Angiò, quando, il 16 agosto 1290, sposò a Corbeil Carlo di Valois, figlio terzogenito del re di Francia Filippo III e di Isabella d’Aragona, nonché fratello del re di Francia, Filippo IV “Il Bello”. Da loro derivò il ramo dei Valois-Angiò che (con Luigi I, Luigi II e Luigi III) contenderà il Regno di Napoli agli Angiò-Durazzo, e salirà brevemente al trono con Renato d’Angiò, dal 1435 al 1442 quando quest’ultimo venne spodestato da Alfonso d’Aragona. Le Contee erano tornate riunite alla Corona nel 1350; poi nel 1356 Re Giovanni II, detto “Il Buono”, le aveva donate al figlio Luigi I d’Angiò; nel 1360 la Contea di Angiò fu eretta a Ducato. Infine, tornerà alla corona di Francia, assieme alla Provenza, con la morte di Carlo del Maine (11 dicembre 1481).

Re di Albania.

Il 13 agosto 1394 il titolo venne assegnato da Carlo II al figlio Filippo di Taranto, alla cui morte (23 dicembre 1331) si trasferì al di lui figlio Roberto di Taranto; per accordo successivo (17 dicembre 1332), passò poi all’altro figlio, Giovanni di Gravina, che lo assunse come Duca di Durazzo in cambio dei diritti vantati sull’Acaia.

Principe di Acaia.

Titolo donato il 13 agosto 1294 al figlio Filippo di Taranto; contestato in seguito dall’altro figlio Giovanni, venne confermato da Re Roberto a Filippo di Taranto il 5 gennaio 1322; in seguito, sorta nuova contestazione di Giovanni verso il nipote Roberto (figlio di Filippo), il 17 dicembre 1332 venne definitivamente accordato da Re Roberto a Roberto di Taranto, mentre l’Albania andava a Giovanni. Il titolo passò quindi nel 1364 al fratello minore Filippo II di Taranto, alla cui morte i baroni di Acaia prestarono omaggio alla Regina Giovanna I; passò quindi a Carlo III ed a Ladislao, cui prestò omaggio vassallatico Pedro di San Superan, che aveva occupato la regione con una compagnia di ventura giunta al seguito di Giacomo di Baux (figlio di Francesco, marito di Margherita, sorella ed erede di Filippo II di Taranto), morto nel 1383 durante il tentativo di conquista.

Re di Gerusalemme (titolare).

Titolo trasmesso al figlio Roberto ed arrivato fino a Giovanna II e Renato d’Angiò.

Conte di Piemonte. Dal 1303 città e signori del luogo si proclamarono vassalli di Re Carlo II, il quale costituì ex novo la Contea, ed il 13 dicembre 1304 nominò il figlio Raimondo Berengario Conte di Piemonte; morto questi (1305), il Re ne riassunse il titolo comitale; nel febbraio 1307 la Contea fu unita a quella di Provenza e Forcalquier, e venne trasferita dal Re al figlio Roberto il 17 febbraio 1309.

Principe di Salerno. Nel Regno di Sicilia il Principato di Salerno (di origine longobarda per separazione dal Ducato, poi Principato, di Benevento) era un feudo soggetto alla Corona; con l’avvento Angioino, la rispettiva titolarità indicava l’erede al trono di Napoli: il primo insignito di tale titolo fu Carlo II, nominato da Carlo I il giorno di Pentecoste (12 giugno) del 1272; seguì il figlio Carlo Martello, istituito Principe di Salerno l’8 settembre 1289 dal padre Carlo II; detto titolo fu portato dal figlio Caroberto. Di nuovo, Re Roberto (che utilizzava il titolo dal 1304) nel suo testamento istituiva nel titolo di Principe di Salerno Andrea di Ungheria e Giovanna I (1343).

Principe di Taranto.

Carlo II nominò il figlio Filippo (1278-1322) Principe di Taranto il 4 febbraio 1294. Il Principato passò poi ai figli di questi Roberto (1318-1364), dal 1332 al 1346, Luigi (1320-1362), dal 1346 alla morte, e Filippo II di Taranto (1329-1374), dal 1362 alla morte. Il titolo andò allora a Iacopo Del Balzo (1354 ca.-1383), figlio della sorella di Filippo II, Margherita (1325 ca.- 1380), e di Francesco Del Balzo. Questi, nel 1383, lo aveva legato a Luigi I d’Angiò quando era sceso in Italia per affrontare Carlo III di Durazzo. Scomparso Iacopo Del Balzo senza figli, il titolo venne attribuito il 23 settembre 1380 ad Ottone IV di Brunswick (1319-1398). Quindi, alla morte di questi, il 9 maggio 1399 venne concesso da Re Ladislao di Durazzo a Raimondo Orsini Del Balzo (1350/55-1406), primo marito di Maria d’Enghien (1367-1446); i due coniugi entrarono in città il 18 giugno; di qui passò alla Corona, in quanto lo assunse Re Ladislao per le nozze del 1406 con Maria d’Enghien, quindi Giacomo II di Borbone, marito della Regina Giovanna II; dopo la partenza di questi dal Regno, il 4 maggio 1420 venne riassegnato da Giovanna II al figlio di Raimondo Orsini Del Balzo e Maria d’Enghien, Giovanni Antonio Orsini Del Balzo (1401-1463), il quale aveva peraltro assediato il predetto Giacomo di Borbone, rifugiatosi in Taranto perché in contrasto con la moglie Giovanna II, patteggiando anche acquisto del feudo per 20mila ducati, prima che questi partisse per la Francia. Infine, il feudo tornerà alla corona con la morte di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo (15 novembre 1463), che, non avendo eredi legittimi, lasciò il feudo alla nipote Isabella di Chiaromonte (1424-1465, figlia di sua sorella Caterina, sposata a Tristano di Chiaromonte), la quale aveva sposato il 30 maggio 1445 Re Ferrante di Aragona.

 

– Con Re Roberto iniziò anche l’assegnazione del titolo di Duca di Calabria.

Roberto venne infatti proclamato dal padre Carlo II primo Duca di Calabria il 2 febbraio 1297. Diede tale titolo al figlio Carlo “L’Illustre” nel 1309. In seguito detto titolo venne assegnato all’erede al trono di Napoli.

 

I Durazzeschi

(origine del nome e del titolo)

Dopo la IV Crociata (1202-04) la Repubblica di Venezia aveva formato il Ducato di Albania, dalla stessa controllato. Il Ducato fu poi conteso tra Manfredi, l’Imperatore di Costantinopoli, il Despotato d’Epiro, Stato anch’esso nato dall’Impero Bizantino in conseguenza della IV Crociata. Nel 1271 Carlo I d’Angiò, Re di Sicilia, dopo aver ottenuto per via ereditaria il Principato di Acaia, occupò Durazzo, quindi nel febbraio 1272 fondò il Regno di Albania con Capitale Durazzo, ricomprendendovi territori sottratti al Despotato; Niceforo I Ducas (1267-1296), Despota d’Epiro,  si proclamò, infine, suo vassallo. Tuttavia, dal 1281, dopo un’offensiva dei Bizantini, agli angioini rimase solo Durazzo con il suo territorio; nel 1368 Karl Thopia conquistò anche Durazzo proclamandosi Principe d’Albania; il Principato durerà fino alla conquista turca del 1481.

Furono Re di Albania Carlo I (dal 1272 al 1285) e suo figlio Carlo II d’Angiò (dal 1285 al 1294). Il 4 febbraio 1294 Carlo II nominò il figlio Filippo (1278-1332) Principe di Taranto – di qui la linea di discendenza degli Angiò-Taranto. Il 13 agosto 1294 a L’Aquila, in occasione del matrimonio di Filippo con Ithamar Angela Comnena Ducena (1277-1311), figlia di Niceforo I, Despota d’Epiro, Carlo II donò al figlio anche il Principato di Acaia (di cui si proclamava titolare) e l’Albania: Filippo di Taranto assunse quest’ultimo titolo come “Signore del Regno di Albania”. Ripudiata nel 1309 la prima moglie, Filippo sposò in seconde nozze, il 29 luglio 1313 a Fontainebleau, Caterina II di Valois-Courtenay, Imperatrice titolare dell’Impero latino di Costantinopoli, dalla quale ebbe come figli Roberto e Luigi, che poi sposerà la cugina, la Regina di Napoli Giovanna I. Alla morte di Filippo ereditò il titolo il figlio Roberto di Taranto (1318 ca.-1364), che non venne però riconosciuto da Giovanni, fratello di Filippo e Conte di Gravina (1294-1336), [secondo alcuni quest’ultimo titolo venne acquisito nel 1315 dal fratello Pietro, detto “Tempesta”, dopo che questi morì nella battaglia di Montecatini; in realtà il titolo venne direttamente assegnato da Carlo II nel 1305]. Giovanni rivendicava il Principato di Acaia in virtù delle prime nozze (poi annullate nel 1321) contratte nel marzo 1318 con Matilde di Hainaut, Principessa titolare di Acaia, rapita da Filippo d’Angiò per costringerla alle nozze col fratello Giovanni; ma il relativo titolo era stato conferito a Filippo direttamente dal padre Carlo II. Vi fu una lunga controversia; il 5 gennaio 1322, Re Roberto “Il Saggio” così definì i rapporti feudali sull’Acaia: Giovanni era subordinato a Filippo e questi al Re, ma Filippo ne investiva Giovanni. Quindi, morto Filippo di Taranto, Giovanni si rifiutò di prestare omaggio al figlio di questi, Roberto; si giunse poi ad un accordo tra Giovanni di Gravina e Caterina di Valois-Courtenay, accordo voluto ancora da Re Roberto, approvato da Papa Giovanni XXII e poi perfezionato con l’intervento di Niccolò Acciaiuoli, Gran Siniscalco: il 17 dicembre (o febbraio) 1332 Roberto di Taranto fu confermato Principe di Acaia ed a Giovanni venne conferito il diritto sull’Albania, che assunse come Duca di Durazzo.

Da lui ha così inizio il ramo collaterale degli Angiò conosciuto come Angiò-Durazzo. Giovanni sposò in seconde nozze il 14 novembre 1321 Agnese di Perigord (o de Talleyrand); i due ebbero come figli Carlo (1323-1348), detto Carlo di Durazzo (o di Gravina, decapitato da Luigi d’Ungheria), marito di Maria di Calabria, la sorella di Giovanna I, e Luigi (1324-1362), oltre ad altri due. Luigi di Durazzo, dopo la morte del fratello maggiore, ereditò il titolo di Duca di Durazzo (a preferenza delle figlie di Carlo: Giovanna, Agnese, Clemenza, Margherita); dopo la sua scomparsa, tuttavia, Giovanna divenne Duchessa di Durazzo, titolo acquisito alla sua morte (1393) dalla sorella, la Regina Margherita di Durazzo. Luigi sposò Margherita Sanseverino, matrimonio dal quale nacque Carlo, il futuro Re Carlo III di Durazzo. Nel 1368 Durazzo, di cui era titolare Giovanna, venne conquistata al contingente angioino da Karl Topia, che si proclamò Principe di Albania, con l’aiuto di Venezia.


Fino a Giovanna I gli Angioini erano principi francesi dotati di possedimenti in Francia ed in Italia. Gli Angiò-Durazzo non possedevano più terre in Francia, una volta spariti i partigiani di Carlo III di Durazzo: “sono unicamente principi napoletani”. Agli Angiò-Valois (o Valois-Provenza) mancavano invece la linea diretta di discendenza ed “il possesso effettivo e durevole di tutto o parte del dominio napoletano di Carlo I onde poter essere considerati veri e propri angioini” (Emile G. Leonard: “Gli angioini di Napoli”. Dall’Oglio Ed., Varese, 1967).