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Vestigia Medievali Campania
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Volgendo lo sguardo verso l’alto nel Battistero di San Giovanni in Fonte, inglobato all’interno di Santa Restituta nella Cattedrale di Napoli, tra i frammenti di mosaici si viene subito colpiti, nella nicchia di destra della controfacciata, dallo straordinario volto di un leone: un’immagine formidabile, maestosa, impressionante. Nel plastico vigore della rappresentazione, il leone, simbolo dell’evengelista Marco, ritratto con tre paia di ali, sembra guardare fisso chi si avvicina con le fauci semi aperte nell’atto di iniziare a ruggire, un momento prima di sprigionare la sua inarrestabile forza ed uscire dal muro. Il cromatismo dorato della fiera, il fondo blu notte del cielo punteggiato da stelle a otto raggi, rendono la suggestione di un animale fantastico in un contesto meraviglioso: una folgorazione.
Il Battistero è il più antico d’Occidente (IV sec.). Le decorazioni a mosaico di volta e tamburo, databili al V secolo, costituiscono le prime raffigurazioni di un Battistero paleocristiano giunte a noi, le prime cui guardava il Medioevo che si andava ad aprire. Cadeva l’Impero Romano d’Occidente in seguito alle invasioni barbariche, l’ultimo Imperatore, Romolo Augusto, era esiliato a Napoli; proprio qui un leone veniva posto a difesa delle Fede, a tutela della nostra storia, di una civiltà, iniziata circa 1.100 anni prima, che fu talmente magnifica da venir chiamata Grande (Μεγαλη Έλλας, Magna Graecia) dagli stessi Greci, padri fondatori della cultura occidentale.
Desideriamo ringraziare, in ordine alfabetico:
Cinzia Amoroso, Davide, Sara ed Ester Antinolfi, Giuseppe Aquino, Maurizio Avallone, Mario Basile, Don Giovanni Paolo Bianco (Parroco di Santa Chiara in Napoli), Don Salvatore Bianco (Parroco della Chiesa di San Biagio a Nola), Don Gianfranco Boccia, Don Gianni Branco (Parroco del Duomo di Capua), Carlo Caccavale, Nino Castaldo, Chiara Castellazzi, Alida Cerasuolo, Generoso Cerasuolo, Dino Correale, Ivan Cuocolo, Ugo Dal Poggetto, Massimo Deandreis, Stefano Deda, Franco De Masi, Miriam De Meo, Davide De Sanctis, Vittorio Di Fiore, Diana Di Girolamo, Anna Di Lorenzo, Doma San Domenico Maggiore onlus, Don Giacomo Equestre (Curia di Napoli – Ufficio Beni Culturali), Adriano e Marcello Esposito, Pina Esposito, Giovanni Esposito Alaia, Gianlivio Fasciano, Alessandro e Marcello Fattore, Giovanni e Martina Felisi, Don Giulio Ferrara, Don Pasquale Fioretti (Parroco del Santuario di San Benedetto Abate a Casoria), Antonella Fontana, Antonio Forgione, Silvano Forte, Giuseppe Lofrano, Fabrizio Longobardi, Claudio Lubrano, Giuliana Marrese, Mirca Marzetti, Gaetano Mastrostefano, Gina Menegazzi, Giuseppe Mollo, Claudio Napolitano, Don Enzo Papa (già Parroco del Duomo di Napoli), Parrocchia ed Arciconfraternita di Caserta Vecchia, Francesca Pasetti, Olimpia Pasolini, Monica Pesapane, Patrizia Prencipe, Fra’ Mario Ravanni (Chiesa del Convento di San Francesco a Folloni), Don Ciro Riccardi (Parroco della Chiesa di San Giovanni a Carbonara), Don Stanislao Rogala (Parroco della Santissima Annunziata in Napoli), Don Alessandro Rulli (Duomo di Napoli), Maria Elena Strazzullo, Mario Tarantino, Francesca Viscovo, Giulia Zorzetti.
Una speciale dedica a Maruska mia moglie ed a mio figlio Francesco per il supporto e la pazienza, ai miei genitori, Verio e Maria Teresa, che mi hanno trasmesso l’amore per la storia, l’arte, la cultura di Napoli e della Campania.